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La Processione della Madonna del Carmelo nel villaggio Catarratti

La storia della devozione di un popolo verso la Santa patrona la Madonna del Carmelo. Prima parte



Con l`approssimarsi della festa della nostra Santa Patrona, la Madonna del Carmelo, vogliamo ripercorrere con questa serie di articoli, la storia della devozione popolare.

LE ORIGINI DEL PICCOLO CENTRO URBANO DI CATARRATTI

Per poter comprendere la profonda devozione che lega la gente di Catarratti alla Madonna del Carmine bisogna andare a ritroso nel tempo e scavare nelle radici profonde del passato che ci permettono di conoscere le origini del piccolo villaggio.
Dall’archivio parrocchiale possiamo ricavare che il primo battesimo a Catarratti fu impartito il 3 giugno 1795, il primo matrimonio fu celebrato il 20 febbraio 1811 e il primo funerale officiato il 19 febbraio 1835.
Sicuramente il paese alle origini comprendeva poche famiglie provenienti probabilmente dal vicino villaggio di Camaro che conta natali più antichi, che si erano stabilite alle pendici dei colli San Rizzo in quello che poi fu chiamato “U Mulinazzu”, per via della posizione logistica, non molto lontana dal centro cittadino che si poteva raggiungere anche a piedi e comunque con tanta terra a disposizione e soprattutto con la possibilità di accedere al ruscello che scendeva da Mulinazzu e attraversava tutto il paese.
La gente infatti per vivere praticava molta agricoltura e pastorizia e le donne lavavano i panni, anche quelli delle famiglie agiate dietro pagamento nel ruscello del paese, lavorando come lavandaie collaboravano al sostentamento famigliare. Nel paese c’erano poche famiglie agiate una, due, al massimo che si distinguevano dal resto della gente perché vivevano in case più grandi in muratura e avevano vasti appezzamenti di terreno.
Una di queste famiglie è scomparsa definitivamente senza eredi alla fine del 1900 con l’ultima discendente che pur coniugata si faceva chiamare “la signorina” per rispetto, così come si diceva in paese.
Da una cartina topografica del quartiere si vede che il piccolo centro urbano contava ben tre chiesette, tutte molto povere come si può costatare dalle testimonianze raccolte, costruite in legno vicine alle case. Una di queste l’unica che fosse stata costruita in cemento conteneva un quadro dell’Annunciazione che ancora oggi si conserva all’interno della chiesa grande edificata in seguito e dedicata appunto all’Annunziata.
Il primo parroco che raccoglie testimonianze scritte circa la vita del villaggio è padre Giuseppe Bongiorno che appena ordinato sacerdote il 9 maggio 1943 fa ingresso in parrocchia come Vicario Economo il 24 giugno 1943 succedendo alla carica provvisoria del Sac. T. Niosi. Il primo ottobre 1943 il neo sacerdote viene promosso parroco, così come risulta da una cronistoria della parrocchia che si conserva agli atti e che probabilmente è stata redatta dallo stesso sacerdote.
Al giovane prete viene concesso di vivere nella canonica che da poco era stata costruita accanto alla chiesa più grande i cui lavori sono stati iniziati nel 1930 successivamente alla concessione del terreno da parte del sig. Vincenzo Miloro all’allora vescovo di Messina Mons. Angelo Paino.
Dall’atto conservato in archivio parrocchiale compare che le due parti sono comparse davanti al notaio Augusto Bette in data 23 marzo 1930. L’atto fu definitivamente redatto il 7 aprile 1930, subito sono iniziati i lavori grazie anche al lavoro della gente del paese che si adopera per vedere realizzata la sua chiesa e la canonica che dovrà ospitare il proprio parroco.
Da quando il piccolo centro si è formato ha sentito il bisogno di avere un pastore d’anime che potesse amministrare i sacramenti e soprattutto celebrare la santa Messa. I sacerdoti che hanno preceduto padre Giuseppe Bongiorno vivevano nella chiesetta in muratura che si trovava all’interno del paese che a differenza delle altre tre, costruite in legno, aveva la canonica. Al suo interno si trovava la tela che raffigurava l’Annunciazione. La chiesa era provvista del annesso sotterraneo dove venivano sepolti i morti.
Si trova agli atti una autorizzazione scritta dal delegato municipale di Camaro, paese limitrofo, che autorizza il Cappellano del villaggio Catarratti a dare sepoltura alla salma della Sig.ra Nunzia Cardullo di Stefano e di Angela Signorino, questa autorizzazione porta la data del 19 febbraio 1879.
Il Sacerdote che precede l’arrivo di Padre Bongiorno al villaggio di Catarratti era padre Gangemi così come si vede dai documenti parrocchiali.
La fede del piccolo centro rurale è sempre stata forte non sarebbero state costruite le tre chiesette proprio in un centro così piccolo e povero.
Nell’archivio parrocchiale non esistono altri documenti che non siano i registri dei battesimi, dei matrimoni e dei funerali risalenti al 1795, 1811 e 1835. Documenti inerenti alla vita della comunità si trovano a partire dall’arrivo di padre Bongiorno che appena diventato parroco del villaggio redige una piccola cronistoria relativa ai primi mesi di permanenza al villaggio.
seconda parte

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