Commento alla Parola

Padrone, lascialo ancora quest’anno

III Domenica di Quaresima

p. Alessandro

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo: che frase forte!!! Colgo due elementi importanti: 1. Siamo tutti uguali, Dio non fa preferenze (menomale!!!); 2. La conversione è d’obbligo per tutti i cristiani. Ma facciamo molta attenzione: la conversione non avviene una volta sola nella vita, ma ogni qualvolta viviamo nel peccato, dobbiamo cambiare strada (convertirci).

Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire: ecco la misericordia di Dio che, rispetto alla falsa bontà umana, da sempre un’opportunità. Opportunità che io colgo nella Missione Popolare che ha avuto inizio ieri nella Celebrazione di apertura. Credo molto in questo avvenimento che lo identifico con il concime del Vangelo. Missionari che per due settimane ci ricordano l’importanza e la bellezza di essere Figli di Dio. Approfittiamo di questo tempo di grazia. Il Signore benedirà i nostri sforzi per il bene comune.

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